“Già di ritorno da Lei, il tempo è volato, un po’ come i velocisti a 800 metri dal traguardo.”
Non potevo chiedere, non potevo osare pretendere una serata migliore di questa, stanotte voglio fotografare le mie impressioni, le mie emozioni a caldo, anche se sono fradicio!
Ultimi istanti, ultimi secondi, ultimi momenti intensi avvinghiati, attanagliati l’uno contro l’altro, sperando di scegliere la strada migliore, la via da seguire, l’uomo da amare. Se non fosse stato per il tempo, avrei passato la notte con Lei (non fatevi strane idee), al suo fianco, su di un banco, senza il suo pensiero mi sento stanco, è impossibile non pensarla, non immaginarla, ovunque Lei sia.
Ogni giorno che scorre sotto i nostri occhi impavidi, increduli, credo e m’accorgo che, nonostante e tralasciando le varie vicende, iniziamo a fonderci, a entrare l’uno nei pensieri dell’altro: questa è la forza, la motivazione che mi spinge ad andare avanti, vincendo tutte le lotte che inutilmente mi creo, questo è il mio doping che mi permette di sfiorare i 50km/h (medi) durante il ritorno a casa, ogni sera più lungo. Stanotte è diverso, stanotte il tragitto Lei-Casa ha avuto una compagnia particolare, un ulteriore sprint: il suo pensiero, il suo profumo, il suo esser se stessa, l’odore del fumo, la pioggia.
Inforco la bici, qualche RainDrop osa cader giù, ingrano la marcia, allaccio i ferma-punte, mi alzo, pedalo e corro, corro contro la pioggia, contro la volontà di tornare a casa, perché credo che oramai è Lei la mia nuova Casa.
Correndo ControVento, sento la pioggia danzare sugli occhi socchiusi, bagnati, stuzzicati, lacrimanti, sento che la pioggia ricalca il letto delle lacrime versate nelle sere precedenti.
Correndo ControVento, già di ritorno da Lei, il tempo è volato, un po’ come i velocisti a 800 metri dal traguardo, ma senza coppe ne vallette, non esiste un vincitore, un vinto in amore: ce ne sono 2 e più in là anche 3 o 4!
Correndo ControVento, correndo contro il pianto incalzante del cielo, schizzo e scivolo per i vicoli del quartiere, solo per godere ancora un altro po’ della fantastica serata, non avrei osato chieder di più,
avrei osato chiedere Lei.
Kevin Jack
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Solo ora, solo dopo 18 anni, inizio a prendere la vita in pugno, la stringo forte a me affinchè possa cogliere il suo ritmo frenetico.
Vivere la vita con le sue molteplici facce è un‘enorme sfida: sta a noi accettarla o meno. Capita, in certi casi, che questa sfida coincida con un cambiamento parziale delle proprie idee e delle abitudini, provi nuove cose, scopri nuovi luoghi, nuove persone.
Io, mi trovo proprio in questo caso.
Abituato a vivere storie immediate, senza quel fragante sapore che solo il corteggiamento può dare; solo ora, solo dopo 18 anni, inizio a prendere la vita in pugno, la stringo forte a me affinchè possa cogliere il suo ritmo frenetico.
Già, il corteggiamento. Quante volte viene sottovalutato? Spesso.
Quando l’amore scorre col suo amico Tempo, quando i capelli grigi segnano l’epoca, quando sai di non poter più tornare indietro, i ricordi riafforano, fervono e portano in grembo gioie e dolori, sofferenze e rancori, lacrime e passioni, “vittorie e fallimenti”.
Mi rimetto in gioco, voglio “giocare”, voglio farmi male, voglio provare a concretizzare quel che per anni mi è stato inculcato e che ho imparato ad apprezzare.
Mi accorgo che è assolutamente facile sbagliare, lanciare un segnale sbagliato, fraintendersi; sono combattuto, sto scrivendo un “registro” nuovo, sto provando a organizzare ciò che ho sempre saltato; è un’esperienza nuova che non conosco assolutamente, ma vivrò quest’avventura nel migliore dei modi, vada come vada,
più di tutto, più di me.
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Che ne sarà del mio esser sincero in ogni occasione, in ogni situazione? Che ne sarà del mio animo altruista, quello che aiuta senza mai dire basta? Che ne sarà delle mie storie, divenute ricordi, strette di mano? Accordi, addii improvvisi, sguardi sospesi tra mezzi sorrisi, innocenti lacrime calde solcano le guance rosse, sulla riva dal vento le onde son mosse. E così resto qui a rimpiangere il passato, a cercare il futuro in una stanza buia, cupa, il soffitto è rovinato, entrano luci soffuse, quasi delle fuse che mi accarezzano il viso. Mi mordo il labbro, me lo mordo più volte, nella speranza che non ne cadano più, ma il ricordo è forte.
Risentire, parlare, ascoltare una persona a te cara è sempre un piacere, anche se talvolta, è lontana, non può vederti, non può toccarti, non può sapere, ma l’importante è farsi sentire, farsi ascoltare, l’importante è che i ricordi… I ricordi non devono morire MAI.
Quando ci si lascia, quando si prendono strade differenti, quando non sai da chi andare, quando ti senti confusa, c’è sempre qualche parola pesante che nel momento stesso in cui viene pronunciata, ferisce. Solo il decorso del tempo, la ragione, allieva la ferita.
La mia fortuna è quella di non esser mai stato maligno e cattivo. Quel che voglio per me, lo voglio per gli altri:
“Prima che le strade si dividono definitivamente e ci perdiamo di vista, volevo dirti che so di aver sbagliato, so di esse stato insopportabile, ma so anche che sei stata la persona più importante che abbia mai conosciuto. Non importa quali parole ci siamo detti quando abbiamo rotto, le ho già dimenticate, ma ricorda che ti porterò nei miei ricordi. Vivi la tua vita senza rimpianti e sii felice con la persona che ami, io, ti auguro questo.”
Molti ragazzi non capiscono certi miei atteggiamenti, mi reputano un pazzo, sono troppo superflui per capire i comportamenti, alcune mie scelte. Mi rincuora sapere che c’è ancora gente come me ed è particolarmente difficile trovare la persona giusta con la quale condividere tutto ciò che hai, tutto ciò che avrai o tutto ciò che vorrai.
Dopo esser stato mollato in un modo assurdo, avrò più spunti su cui ragionare, rivedermi e correggermi, anche se molti mi rassicurano che non sono io ad avere “problemi” ma la sola differenza d’età che ha caratterizzato le mie storie d’amore.
In questa calda notte d’estate, gli Stadio mi accompagnano nei meandri dei ricordi mentre cerco disperatamente un diario su cui scrivere tutto ciò che mi passa per la testa e magari, lo leggerò tra qualche anno, ridendoci su.
Sono sempre e solo me stesso.
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Appera rincasato, mi addormentai senza limiti. L’indomani raccolsi le ultime forze rimanenti per controllare la posta elettronica e le varie segnalazioni, ma l’occhio cadde sul mio frutto preferito: Fruity Loops Studio: la tentazione fu forte e non ho saputo resistere.
Dopo circa tre ore di selezione samples, ho buttato giù l’intro del primo remix targato The Shabby. Sinceramente, il primo fu proprio Voglio Stare Con Te (dance), ma poco importa! Ripresi in mano mouse e tastiera, la versione shabby_101.flp e ricominciai tutto daccapo, arrivando alla versione shabby_145.flp (intro). Stamattina, completai la seconda parte poichè mi venne in mente di implementare la solista di VSCT e il gioco fu concluso con la versione shabby_165.flp.
Quella che vi presento è la versione shabby.light_165, ovvero a 128kbps. Buon Ascolto!
Kevin Jack
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